Concordato preventivo biennale: i vantaggi per chi rinnova
Chi rinnova il concordato preventivo biennale dopo il biennio 2024-2025 ottiene accertamenti ridotti a 2 anni e accesso al ravvedimento speciale 2020-2023.
Buone notizie per i contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale per il primo biennio 2024-2025 e stanno valutando se proseguire il percorso con il Fisco. Gli artt. 28 e 29 del D.Lgs. 148/2026 introducono infatti un vero e proprio "premio" per chi decide di rinnovare l'accordo per un ulteriore biennio.
Il vantaggio ha una struttura duplice.
Primo vantaggio: condizioni migliori sul nuovo concordato
Con le modifiche apportate alla disciplina del concordato preventivo biennale, chi rinnova beneficia di:
- Termini di accertamento ridotti a 2 anni rispetto al termine ordinario: si tratta del vantaggio più rilevante;
- acconti d'imposta senza maggiorazione: gli acconti possono essere determinati e versati senza alcuna maggiorazione;
- regole più morbide sull'ampliamento della compagine sociale: per le società di persone e le associazioni professionali, il rinnovo mitiga la regola relativa all'ingresso di nuovi soci o associati.
Secondo vantaggio: accesso al ravvedimento speciale 2020-2023
Il rinnovo del patto con il Fisco per un altro biennio apre inoltre la porta al ravvedimento speciale per il periodo 2020-2023. La logica del legislatore è chiara: premiare i contribuenti che hanno già dimostrato affidabilità, avendo portato a termine il patto concordatario per un intero biennio all'interno di un percorso di compliance.
Chi può beneficiarne
È ragionevole ritenere che sia i vantaggi legati al nuovo patto concordatario, sia l'accesso al ravvedimento speciale siano riservati ai contribuenti che non sono incorsi in cause di cessazione dell'accordo né in ipotesi di decadenza durante il primo biennio.
In sintesi
Per chi ha rispettato il concordato 2024-2025, il rinnovo diventa un'occasione concreta: meno anni esposti ad accertamenti, acconti senza maggiorazioni e la possibilità di regolarizzare il passato tramite il ravvedimento speciale per gli anni 2020-2023.
Si tratta di una scelta che va comunque valutata caso per caso, alla luce della propria situazione fiscale complessiva.
Riferimenti normativi: Artt. 28 e 29 D.Lgs. 148/2026
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