Criptoattività: quali documenti conservare per il Fisco
Dal 1.01.2026 le operazioni in criptoattività rientrano nello scambio di informazioni UE: chi opera senza intermediari italiani deve conservare la documentazione.
Chi detiene o movimenta criptoattività deve prestare attenzione alla documentazione delle proprie operazioni. Dal 1° gennaio 2026, infatti, le operazioni in criptoattività compiute da soggetti residenti sono oggetto dello scambio di informazioni internazionale, previsto dalla direttiva UE 2023/226.
Non tutto ciò che viene comunicato è tassato
Un punto importante da chiarire: non tutte le operazioni che rientrano nello scambio di informazioni sono automaticamente rilevanti dal punto di vista fiscale. Il fatto che un'operazione venga comunicata a livello internazionale non significa, di per sé, che generi un'imposta da pagare.
Proprio per questo, però, diventa fondamentale poter dimostrare la natura delle proprie operazioni e ricostruire correttamente la propria posizione fiscale.
Chi deve conservare la documentazione
L'attenzione riguarda in particolare chi non si avvale di:
- fornitori di servizi in criptoattività residenti in Italia,
- intermediari finanziari residenti in Italia,
- stabili organizzazioni incaricate di operare come sostituti d'imposta.
In assenza di un soggetto che gestisca gli adempimenti fiscali per conto del contribuente, è quest'ultimo a doversi organizzare in autonomia.
Cosa conservare, in concreto
Per questi soggetti è opportuno conservare:
- la documentazione di ogni operazione eseguita in criptoattività;
- i conteggi effettuati per il calcolo dell'imposta sostitutiva sui redditi;
- i conteggi relativi all'imposta sul valore delle criptoattività;
- i dati utilizzati per la compilazione del quadro RW.
Si tratta di un'attività di archiviazione che può sembrare onerosa, ma che consente di ricostruire in modo ordinato le operazioni svolte e di supportare i calcoli riportati in dichiarazione.
In sintesi
Con l'avvio dello scambio di informazioni internazionale sulle criptoattività, la tracciabilità delle operazioni aumenta. Chi opera senza intermediari italiani che agiscono da sostituti d'imposta dovrebbe adottare fin da subito un metodo rigoroso di conservazione dei documenti e dei calcoli, così da poter gestire correttamente gli adempimenti fiscali collegati alle proprie criptoattività.
Riferimenti normativi: Direttiva UE 2023/226
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