Criptovalute in bilancio: le nuove regole contabili e fiscali
Chiarito il trattamento contabile e fiscale delle criptovalute per le imprese: classificazione in bilancio in base alla destinazione e tassazione solo al realizzo.
Arrivano indicazioni ufficiali per le imprese che detengono criptovalute. L'Agenzia delle Entrate, in collaborazione con l'OIC, ha definito con il provvedimento n. 200904/2026 come queste attività devono essere trattate sia in bilancio sia ai fini fiscali.
Come si iscrivono le criptovalute in bilancio
Il punto di partenza è il criterio della destinazione, ossia il principio generale previsto dal paragrafo 31 dell'OIC 12: la classificazione in bilancio dipende dall'uso che l'impresa intende fare delle criptovalute acquistate.
Sono possibili due scenari:
- Investimento durevole: se le criptovalute sono destinate a restare stabilmente nel patrimonio aziendale, vanno classificate tra le immobilizzazioni immateriali e iscritte al costo di acquisto. Non si ammortizzano, perché il loro valore non si esaurisce con il passare del tempo; è però possibile procedere alla svalutazione in caso di perdite durevoli di valore.
- Destinazione alla vendita: se le criptovalute sono destinate a essere cedute nell'ambito della normale operatività della società, vanno inserite tra le rimanenze di magazzino. In questo caso si iscrivono al costo di acquisto e, successivamente, si valutano al minore tra il costo di acquisto e il valore di realizzazione desumibile dal mercato.
Il trattamento fiscale: conta solo il realizzo
Sul fronte fiscale la regola di riferimento è l'art. 110, c. 3-bis del Tuir: i componenti positivi e negativi derivanti dalla valutazione delle cripto-attività alla chiusura del periodo d'imposta non concorrono alla formazione del reddito, a prescindere dal fatto che siano stati imputati a conto economico.
La stessa regola vale anche ai fini Irap.
In pratica, le oscillazioni di valore registrate a fine esercizio non generano tassazione né deduzioni. I plusvalori maturati assumono rilevanza fiscale solo al momento del realizzo, cioè quando le criptovalute vengono permutate con altri beni oppure cedute in cambio di moneta corrente.
Cosa significa per le imprese
Per le società che operano con criptovalute diventa quindi essenziale definire fin dall'acquisto la destinazione di questi asset, perché da essa dipendono sia la voce di bilancio sia i criteri di valutazione da applicare. Sul piano fiscale, invece, il messaggio è chiaro: fino a quando le criptovalute restano in portafoglio, le variazioni di valore non incidono sulle imposte dovute.
Per valutare gli impatti concreti sulla contabilità della propria azienda, lo studio resta a disposizione per approfondimenti.
Riferimenti normativi: Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 200904/2026; paragrafo 31 dell'OIC 12; art. 110, c. 3-bis del Tuir
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