Manutenzioni auto e beni aziendali: limiti alla deduzione
La Cassazione conferma i limiti di deducibilità per spese di manutenzione e accantonamenti su crediti, anche in regimi agevolati.
Con l'ordinanza n. 23008/2026, la Corte di Cassazione è tornata a occuparsi dei limiti di deducibilità fiscale relativi a due voci molto comuni nei bilanci delle imprese: gli accantonamenti per rischi su crediti e le spese di manutenzione, riparazione e ammodernamento dei beni aziendali.
Cosa dice la Cassazione
Secondo i giudici, questi costi non possono essere dedotti liberamente, ma solo entro precise soglie:
- gli accantonamenti per rischi su crediti sono deducibili nel limite dello 0,50% del valore nominale dei crediti;
- le spese di manutenzione, riparazione e ammodernamento (categoria che riguarda anche i veicoli e i beni strumentali usati nell'attività) sono deducibili entro il 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili.
Tutto ciò che supera queste percentuali non può essere portato in deduzione dal reddito d'impresa.
Il recupero fiscale è legittimo anche con agevolazioni
Un punto rilevante dell'ordinanza riguarda le imprese che operano in regime di esenzione fiscale o che beneficiano di un aiuto di Stato. Anche in questi casi, l'Agenzia delle Entrate può legittimamente recuperare a tassazione le quote eccedenti i limiti sopra indicati.
Questo significa che il beneficio fiscale o l'esenzione non esonera l'impresa dal rispettare le soglie di deducibilità: il contribuente resta comunque tenuto a indicare le necessarie variazioni in aumento nella dichiarazione dei redditi relativa ai periodi d'imposta agevolati.
Per chi è rilevante
La pronuncia interessa in particolare le imprese che sostengono spese significative per la manutenzione di beni strumentali, inclusi i veicoli aziendali, e che si affidano ad accantonamenti per la gestione del rischio crediti. È importante verificare che tali costi, in sede di dichiarazione, rispettino i limiti percentuali indicati, indipendentemente dal regime fiscale applicato all'attività, per evitare contestazioni e recuperi da parte dell'Amministrazione finanziaria.
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