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Debiti e crisi

Composizione negoziata: il parere dell'esperto pesa come prova

Diversi Tribunali attribuiscono valore probatorio al giudizio dell'esperto nella composizione negoziata: può contribuire a dimostrare l'insolvenza dell'impresa.

La composizione negoziata della crisi d'impresa è uno strumento pensato per aiutare le aziende in difficoltà a trovare un accordo con i creditori e tentare il risanamento, con l'affiancamento di un esperto indipendente. Alcune recenti decisioni dei Tribunali italiani chiariscono però che ciò che emerge durante questo percorso può avere conseguenze concrete anche dopo la sua chiusura.

Il parere dell'esperto entra nel quadro probatorio

Il Tribunale di Livorno (decreto 28.07.2026) e il Tribunale di Modena (decreto 13.08.2026) hanno stabilito che il parere negativo dell'esperto, espresso al momento dell'archiviazione della composizione negoziata, può essere utilizzato come elemento di prova dello stato di insolvenza dell'impresa.

In altre parole: se l'esperto nominato nella procedura conclude che non ci sono margini per il risanamento, quel giudizio non resta confinato alla procedura stessa, ma può pesare nelle valutazioni successive del Tribunale sulla situazione dell'azienda.

Nella stessa direzione si è mosso anche il Tribunale di Pavia (16.09.2026), che ha dato rilievo al giudizio dell'esperto circa l'assenza di prospettive di risanamento dell'impresa.

Crediti verso imprese in composizione negoziata: considerati inesigibili

Un'altra decisione interessante arriva dal Tribunale di Milano (decreto 10.09.2026), che ha affrontato la questione da un diverso punto di vista: quello di chi vanta un credito verso un'impresa che si trova in composizione negoziata.

Secondo il Tribunale milanese, un credito di questo tipo va considerato inesigibile. Di conseguenza, non può essere conteggiato come una risorsa utile a scongiurare l'insolvenza di chi lo vanta: non si può, cioè, fare affidamento su quell'incasso per dimostrare la propria solidità finanziaria.

Cosa significa in pratica

Queste pronunce indicano alcuni punti di attenzione:

  • il percorso della composizione negoziata lascia tracce rilevanti: le conclusioni dell'esperto possono essere valorizzate dai giudici come prova dell'insolvenza;
  • l'esito negativo della procedura non è quindi "neutro" per l'impresa;
  • chi ha crediti verso soggetti in composizione negoziata deve considerare che, secondo l'orientamento del Tribunale di Milano, tali somme non possono essere trattate come liquidità disponibile ai fini della valutazione della propria situazione.

Per imprenditori e piccole imprese che stanno valutando la composizione negoziata, o che hanno rapporti commerciali con aziende coinvolte in questo percorso, si tratta di orientamenti giurisprudenziali da tenere presenti nella pianificazione delle proprie scelte.

Riferimenti normativi: Tribunale di Livorno, decreto 28.07.2026; Tribunale di Modena, decreto 13.08.2026; Tribunale di Pavia, 16.09.2026; Tribunale di Milano, decreto 10.09.2026

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