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Composizione negoziata 2026: guida alla crisi d'impresa

Composizione negoziata 2026

La composizione negoziata della crisi d'impresaè oggi lo strumento più utilizzato in Italia per affrontare una situazione di squilibrio finanziario senza ricorrere subito alle procedure concorsuali. Introdotta nel 2021 e poi assorbita nel Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), aggiornata dal correttivo-ter del 2024 (D.Lgs. 136/2024), permette all'imprenditore di trattare riservatamente coi creditori, con l'assistenza di un esperto indipendente, mantenendo la piena gestione dell'impresa.

In questa guida aggiornata al 2026 ricostruiamo cos'è la composizione negoziata, quando attivarla, come funziona il test di accesso, il ruolo dell'esperto, le misure protettive, gli esiti possibili, il confronto col concordato preventivo, i doveri di sindaci e revisori e i costi reali della procedura.

I numeri Unioncamere 2025: la composizione negoziata si è consolidata

I dati Unioncamere relativi al 2025 fotografano una crescita decisa dello strumento. Nel corso dell'anno sono state depositate oltre 3.600 istanze di composizione negoziata, con un incremento di circa 1.800 unità rispetto al 2024. Più di 2.000 procedure si sono concluse, di cui 423 con esito positivo, coinvolgendo circa 23.000 dipendenti. Il tasso medio di successo è circa il 20%, salito al 25% nell'ultimo trimestre del 2025: a tre anni dall'entrata a regime, lo strumento ha trovato la propria operatività.

Questi numeri raccontano due cose. Primo: la composizione negoziata funziona meglio man mano che imprese, professionisti e tribunali si abituano alla disciplina. Secondo: il 75-80% delle procedure non si chiude con un accordo, ma anche in caso di esito negativo lo strumento offre uno sbocco strutturato verso il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio o verso le procedure concorsuali tradizionali, evitando il fallimento disordinato.

Cos'è la composizione negoziata della crisi

La composizione negoziata è un percorso volontario, riservato e stragiudiziale. L'imprenditore commerciale o agricolo che si trova in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, ma che ancora non è insolvente in modo irreversibile, può chiedere la nomina di un esperto indipendente che lo affianchi nelle trattative coi creditori per individuare una soluzione di risanamento.

Caratteristica distintiva: a differenza delle procedure concorsuali tradizionali, la composizione negoziata non comporta lo spossessamento. L'imprenditore conserva la gestione ordinaria e straordinaria. Non c'è curatore, non c'è commissario. L'esperto è un facilitatore qualificato, non un organo della procedura.

Riservatezza: la procedura è strutturalmente riservata. La sua attivazione non è pubblicizzata, salvo che l'imprenditore non chieda al Tribunale le misure protettive (che invece sono iscritte nel registro delle imprese). Questo permette di trattare coi creditori senza generare panico nei fornitori e nei clienti.

Quando attivarla: i segnali precoci di crisi

La composizione negoziata va attivata primache la crisi si conclami. Il CCII impone all'imprenditore di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla rilevazione tempestiva della crisi (art. 2086 c.c. e art. 3 CCII). I segnali ai quali prestare attenzione sono regolati dall'art. 13 CCII e includono:

  • Debiti per retribuzioni scaduti da almeno 30 giorni pari o superiori alla metà delle retribuzioni mensili complessive
  • Debiti verso fornitori scaduti da almeno 90 giorni superiori a quelli non scaduti
  • Esposizioni nei confronti delle banche e altri intermediari finanziari scadute da più di 60 giorni oltre soglie tabellari
  • Una o più delle esposizioni debitorie previste dall'art. 25-novies (debiti IVA, INPS, premi assicurativi, agente della riscossione)
  • DSCR a 6 mesi inferiore a 1: il flusso di cassa atteso non copre il servizio del debito
  • Patrimonio netto negativo o significativamente eroso rispetto al capitale sociale
  • Insostenibilità della continuità aziendale nei dodici mesi successivi

Quando uno o più di questi segnali si manifestano in modo non episodico, l'organo amministrativo ha il dovere di attivarsi senza indugio. La composizione negoziata è lo strumento di primo presidio: chi aspetta troppo perde l'accesso allo strumento e si ritrova davanti al concordato preventivo o, peggio, alla liquidazione giudiziale.

Test di accesso (art. 12-13 CCII + Correttivo-ter)

L'accesso si attiva tramite la piattaforma telematica nazionale presso Unioncamere. L'imprenditore compila il test pratico di autovalutazione (allegato 1 al D.M. 28 settembre 2021): è un check-up gratuito che misura la sostenibilità del debito a partire da pochi dati finanziari (DSCR, MOL, debiti finanziari, esposizione a breve). Il test non è vincolante ma serve a verificare in via preliminare se ci sono margini di risanamento.

Esito del test.Se il risultato è negativo (sostenibilità incerta), la composizione negoziata resta comunque accessibile: la valutazione finale spetta all'esperto, che esprimerà il proprio giudizio sulle prospettive di risanamento solo dopo aver esaminato la documentazione.

Domanda di nomina.Si presenta tramite la piattaforma con: ultimi tre bilanci, situazione debitoria aggiornata, elenco creditori con relativi importi e scadenze, dichiarazione sostitutiva dell'imprenditore sui requisiti, eventuale piano industriale o di risanamento già abbozzato. La commissione costituita presso la Camera di Commercio nomina l'esperto in un elenco unico nazionale.

Novità Correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024).Il decreto correttivo ter ha ridefinito le condizioni di accesso, ampliato la legittimazione attiva, chiarito il rapporto con le procedure concorsuali, aumentato gli incentivi fiscali per chi accede tempestivamente. Ha inoltre rafforzato gli obblighi informativi dell'esperto verso il Tribunale e razionalizzato la disciplina del concordato semplificato come sbocco.

L'esperto indipendente: chi è, come si nomina

L'esperto è il perno operativo dell'intera procedura. È un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro) iscritto in un elenco unico nazionale tenuto da Unioncamere, che ha superato uno specifico percorso formativo (almeno 55 ore + esame finale) e dimostra esperienza in operazioni di ristrutturazione e risanamento.

Indipendenza.L'esperto deve essere indipendente dall'impresa istante: non può aver svolto, nei due anni precedenti, attività di consulenza, revisione o sindacato, né intrattenere rapporti professionali con l'impresa o coi soggetti che esercitano controllo sulla stessa.

Compiti operativi.Sintetizzando, l'esperto:

  • Verifica la veridicità dei dati aziendali presentati dall'imprenditore
  • Esprime un giudizio motivato sulle prospettive concrete di risanamento
  • Convoca creditori, soci, organi di controllo, terzi rilevanti per le trattative
  • Agevola la trattativa coi creditori, proponendo soluzioni equilibrate
  • Redige relazioni periodiche al Tribunale e ai creditori sul progresso delle trattative
  • Vigila sul corretto svolgimento dell'attività durante la procedura, esprimendo eventuali dissensi motivati sulle decisioni gestionali rilevanti
  • Chiude la procedura con relazione finale, indicando l'esito (accordo, archiviazione, sbocco alle procedure concorsuali)

Misure protettive (art. 18-19 CCII)

Le misure protettive sono lo scudo che permette all'impresa di trattare senza essere aggredita dai creditori individuali. Sono richieste dall'imprenditore al Tribunale competente, normalmente contestualmente all'accesso alla composizione negoziata o nei giorni immediatamente successivi.

Cosa producono. Quando concesse, le misure protettive:

  • Sospendono le azioni esecutive e cautelari individuali sui beni dell'imprenditore
  • Paralizzano le richieste di apertura della liquidazione giudiziale da parte dei creditori
  • Inibiscono ai creditori di acquisire titoli di prelazione non concordati con l'imprenditore
  • Vietano la risoluzione unilaterale dei contratti in essere per il solo fatto dell'ingresso in composizione negoziata

Durata. Le misure protettive durano inizialmente fino a 4 mesi, prorogabili in presenza di trattative effettive in corso. La durata massima complessiva, somma proroga inclusa, è di 12 mesi: oltre questo limite il Tribunale non può prorogarle ulteriormente.

Pubblicità.A differenza della procedura in sé (riservata), le misure protettive vengono iscritte nel registro delle imprese e diventano pubbliche. Questo è il momento in cui mercato e creditori vengono a conoscenza dello stato di crisi: scelta da pesare con l'esperto valutando rischi reputazionali e benefici di protezione.

Esiti possibili della composizione negoziata

La procedura può chiudersi in modi molto diversi. Il CCII prevede una serie strutturata di sbocchi, anche per i casi in cui non si arriva a un accordo pieno coi creditori.

1. Contratto stragiudiziale. Accordo coi creditori (o con parte di essi) per dilazioni, riduzioni del debito, nuova finanza. Non richiede omologazione del Tribunale e produce effetti solo nei confronti dei creditori aderenti.

2. Convenzione di moratoria (art. 62 CCII). Accordo che blocca temporaneamente i pagamenti vincolando anche i creditori non aderenti, purché si raggiunga la maggioranza richiesta dalla legge.

3. Accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 57 CCII).Accordo coi creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti, omologato dal Tribunale. È vincolante anche per i creditori non aderenti se ci sono i presupposti dell'art. 61 (estensione efficacia).

4. Concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio (art. 25-sexies CCII).Specifico sbocco della composizione negoziata fallita: se le trattative non hanno prodotto accordo ma l'imprenditore ha agito con correttezza e buona fede, può proporre un concordato che non richiede il voto dei creditori. È una via di uscita ordinata verso la liquidazione, alternativa al fallimento disordinato.

5. Apertura di un concordato preventivo o liquidazione giudiziale.Se nessuna delle vie precedenti è praticabile, la procedura si chiude e l'impresa accede a una procedura concorsuale tradizionale. La composizione negoziata, anche se non si è chiusa con accordo, ha comunque preparato il terreno e ridotto i tempi successivi.

Stai osservando segnali di crisi nella tua impresa?Il test di accesso alla composizione negoziata è gratuito e si compila online sulla piattaforma Unioncamere. Il nostro studio assiste imprenditori e organi di controllo nel preparare la documentazione, valutare la sostenibilità e gestire la fase successiva alla nomina dell'esperto.

Composizione negoziata vs concordato preventivo vs piano di risanamento

I tre strumenti hanno funzione, presupposti e conseguenze diverse. Sceglierli correttamente è una decisione strategica che impatta tempi, costi, riservatezza e probabilità di riuscita.

Composizione negoziataConcordato preventivoPiano risanamento attestato
NaturaStragiudizialeConcorsualeStragiudiziale
RiservatezzaAlta (salvo misure protettive)PubblicaMassima
Gestione impresaMantenuta dall'imprenditoreVigilata da commissarioMantenuta dall'imprenditore
Voto creditoriNon richiestoRichiesto (maggioranze legali)Non richiesto
Misure protettiveSu richiesta (4-12 mesi)Automatiche dal depositoNon previste
VincolativitàSolo creditori aderentiTutti i creditoriSolo creditori aderenti
Quando sceglierlaCrisi reversibile, trattativa possibileCrisi più grave, serve vincolare i creditoriCrisi reversibile, creditori pochi e collaborativi

Schema sintetico. La scelta dello strumento richiede una valutazione tecnica caso per caso: spesso si parte dalla composizione negoziata, che può sfociare in uno degli altri strumenti se necessario.

Piano di risanamento attestato (art. 56 CCII)

Il piano di risanamento attestato è uno strumento parallelo alla composizione negoziata, talvolta integrato in essa, talvolta alternativo. È un piano predisposto dall'imprenditore (o coi suoi consulenti) e attestato da un professionista indipendente circa la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del risanamento.

Quando ha senso.Il piano attestato funziona bene quando i creditori sono numericamente pochi e collaborativi, la crisi non è ancora grave, l'impresa ha bisogno di una garanzia esterna (l'attestazione) per rendere credibile il piano davanti a banche e fornitori. È molto utilizzato per ottenere nuova finanza con tutela di esenzione da revocatoria.

Effetti pratici.Gli atti, i pagamenti e le garanzie eseguiti in esecuzione del piano attestato non sono soggetti a revocatoria fallimentare in caso di successiva liquidazione giudiziale. Questa protezione è il vero valore dello strumento: permette alle banche di erogare nuova finanza senza rischio di vedersi revocare l'operazione.

Doveri di sindaci e revisori (art. 25-octies CCII)

Una delle novità di sistema più importanti del CCII riguarda gli organi di controllo. Il sindaco unico, il collegio sindacale e il revisore legale hanno oggi precisi doveri di segnalazionedella crisi all'organo amministrativo.

Obblighi. Quando rilevano indicatori di crisi o squilibrio finanziario, devono:

  • Segnalare per iscritto all'organo amministrativo l'esistenza di segnali di crisi, indicando le ragioni
  • Fissare un termine entro cui l'organo amministrativo deve riferire sulle iniziative intraprese
  • Vigilare sull'adeguatezza delle iniziative adottate

Responsabilità. La segnalazione tempestiva costituisce causa di esonero o riduzione della responsabilitàdegli organi di controllo per i danni derivanti dalla crisi non gestita. Al contrario, l'omessa segnalazione esporrà sindaci e revisori a responsabilità civile, e in alcuni casi penale, verso la società, i soci, i creditori sociali.

Per chi siede in un collegio sindacale o svolge revisione legale è quindi cruciale sapere riconoscere gli indici dell'art. 13 e documentare per iscritto le segnalazioni effettuate. È un cambio di mentalità rispetto al ruolo storico del sindaco di mero controllo formale.

Costi e tempi reali della composizione negoziata

Costi. Le voci principali sono:

  • Compenso dell'esperto: regolato da tariffe ministeriali progressive in base al valore dei debiti. Per una PMI con esposizione fino a 2 milioni di euro l'esperto può costare 5.000-15.000 euro complessivi sulla durata dell'incarico
  • Consulenza tecnica all'imprenditore: il commercialista o lo studio che predispone la documentazione, segue le trattative, redige il piano. Variabile in base alla complessità: in genere 8.000-30.000 euro
  • Eventuale attestatore (per piano di risanamento o ARD): 3.000-10.000 euro
  • Spese di pubblicità e oneri amministrativi: poche centinaia di euro

Il totale, per una PMI tipica, si colloca tra 15.000 e 60.000 euro. Cifre rilevanti, ma vanno confrontate col costo molto superiore (in tempo, valore d'avviamento, posti di lavoro) di una procedura concorsuale piena gestita troppo tardi.

Tempi. Indicativamente:

  • Settimane 1-2: preparazione documentazione, test pratico, deposito istanza sulla piattaforma Unioncamere
  • Settimane 2-4: nomina dell'esperto da parte della commissione
  • Settimane 4-8: insediamento dell'esperto, verifica dati, eventuale richiesta di misure protettive al Tribunale
  • Settimane 8-26: trattative coi creditori, definizione del piano, proposta agli stakeholders
  • Settimane 26-52: eventuale proroga, finalizzazione degli accordi, omologazione (se ARD) o conclusione del percorso

Domande frequenti

Cos'è la composizione negoziata della crisi?

È un percorso volontario, riservato e stragiudiziale che consente all'imprenditore commerciale o agricolo in difficoltà di trattare con i creditori per risanare l'impresa, con l'assistenza di un esperto indipendente nominato da una commissione presso la Camera di Commercio. Non comporta lo spossessamento: l'imprenditore mantiene la piena gestione ordinaria e straordinaria.

Quanto costa avviare la composizione negoziata?

I costi principali sono: compenso dell'esperto (tariffe ministeriali progressive), consulenza tecnica all'impresa, eventuali oneri di pubblicità. Per una PMI con esposizione fino a 2 milioni di euro l'esperto costa indicativamente 5.000-15.000 euro; la consulenza tecnica varia secondo la complessità. Totale realistico: 15.000-60.000 euro.

Cosa fa l'esperto indipendente?

Verifica la veridicità dei dati aziendali, esprime un giudizio motivato sulle prospettive di risanamento, agevola la trattativa coi creditori, redige relazioni periodiche al tribunale e ai creditori. Non sostituisce l'imprenditore e non assume poteri gestionali: ha un ruolo di facilitatore qualificato.

Cosa sono le misure protettive?

Sono provvedimenti che sospendono le azioni esecutive e cautelari dei creditori sui beni dell'impresa, vietano l'acquisto di titoli di prelazione concorrenti, paralizzano le richieste di liquidazione giudiziale. Durano fino a 4 mesi, prorogabili fino a un massimo complessivo di 12 mesi.

Posso continuare a gestire l'impresa durante la procedura?

Sì. È la differenza chiave rispetto al concordato preventivo. Le decisioni ordinarie e straordinarie restano in capo agli amministratori. L'esperto deve essere informato delle decisioni rilevanti e può esprimere un dissenso motivato, ma non c'è spossessamento.

Cosa succede se la composizione negoziata fallisce?

Il fallimento della trattativa non è la fine: il CCII offre uno sbocco strutturato. L'imprenditore può accedere a un concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio (art. 25-sexies), oppure presentare domanda di concordato preventivo o accordo di ristrutturazione. La composizione negoziata ha quindi un valore preparatorio rispetto alle procedure concorsuali successive.

Quanto dura la composizione negoziata?

L'incarico dell'esperto dura inizialmente 180 giorni, prorogabili una sola volta per ulteriori 180 giorni in presenza di trattative in corso (totale massimo 12 mesi). I tempi reali: per piccole imprese le trattative si chiudono in 3-6 mesi; per realtà più strutturate si arriva ai 12 mesi.

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