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Debiti e crisi

Concordato minore: anche l'avvocato può accedere in continuità

Il Tribunale di Roma apre al concordato minore in continuità per l'avvocato sovraindebitato, applicando la regola della priorità relativa tra i creditori.

Una recente pronuncia del Tribunale di Roma, XIV Sezione (sentenza del 22.09.2026) segna un passaggio importante per i professionisti in difficoltà economica: anche l'avvocato può "fallire" e, soprattutto, può accedere al concordato minore in continuità della propria attività professionale.

Cosa ha deciso il Tribunale

Secondo i giudici romani, il professionista sovraindebitato può essere assimilato all'imprenditore: come l'impresa, infatti, l'avvocato produce redditi e valori che possono essere destinati al pagamento dei creditori.

Da questa assimilazione discende una conseguenza concreta: nel concordato minore in continuità professionale del legale si applicano le regole della priorità relativa (la cosiddetta relative priority rule).

Cosa significa priorità relativa

In base a questo criterio, le risorse generate dal professionista vengono distribuite ai creditori in misura decrescente: prima i creditori privilegiati, poi quelli chirografari, cioè senza garanzie. Il valore prodotto dall'attività, quindi, non viene ripartito in modo indifferenziato, ma secondo un ordine che riflette la diversa posizione dei creditori.

Perché è una notizia rilevante

La decisione interessa in particolare:

  • gli avvocati e, più in generale, i professionisti che si trovano in una situazione di sovraindebitamento;
  • i loro creditori, che vedono applicato un criterio di distribuzione chiaro e graduato;
  • chi valuta strumenti per gestire una crisi debitoria senza interrompere l'attività professionale.

Il punto centrale è proprio la continuità: il professionista non deve necessariamente cessare di lavorare per affrontare i propri debiti, ma può proseguire l'attività e destinare ai creditori i redditi che continuerà a produrre, secondo l'ordine di priorità stabilito.

In sintesi

La sentenza del Tribunale di Roma conferma che gli strumenti di gestione della crisi non sono riservati alle sole imprese: anche chi esercita una professione, come l'avvocato, può ricorrere al concordato minore in continuità, con regole di distribuzione delle risorse analoghe a quelle previste per l'imprenditore.

Per chi si trova in una situazione di indebitamento legata alla propria attività professionale, si tratta di un'apertura significativa, che merita di essere valutata con attenzione insieme a un consulente di fiducia.

Riferimenti normativi: Tribunale di Roma, XIV Sezione, sentenza 22.09.2026

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