Affitti concordati: l'associazione deve verificare i dati del locatore
La Cassazione chiarisce che l'associazione di proprietari che assiste nella stipula di un contratto a canone concordato deve verificare le dichiarazioni del locatore.
Chi affitta un immobile con contratto a canone concordato spesso si rivolge a un'associazione di proprietari per farsi assistere nella stipula. Una recente pronuncia della Cassazione (ordinanza n. 26029/2026) fa chiarezza su quali responsabilità ricadano su queste associazioni quando svolgono tale attività di assistenza.
Cosa ha stabilito la Cassazione
Secondo la Suprema Corte, quando un'associazione di proprietari presta assistenza nella stipula di un contratto a canone concordato (ai sensi dell'art. 2, c. 3 L. 431/1998), essa è tenuta a verificare quanto dichiarato dal proprietario, e non può limitarsi a recepire passivamente le informazioni fornite.
Nel caso esaminato, il contratto di locazione indicava un canone superiore al massimo previsto dall'accordo locale per quell'immobile. La vicenda riguardava la responsabilità dell'associazione in base al contratto di mandato con cui aveva assistito il locatore nella redazione del contratto. Da notare che il contratto era stato stipulato in un'epoca in cui non era nemmeno prevista la possibilità di rilasciare attestazioni di rispondenza: la questione decisa è quindi distinta dal tema delle attestazioni.
Attestazione di rispondenza: un'attività diversa
La pronuncia permette anche di distinguere due situazioni che spesso vengono confuse:
- Assistenza nella stipula: l'associazione affianca le parti nella redazione del contratto. In questo caso, per la Cassazione, deve verificare le dichiarazioni del proprietario e può risponderne in base al mandato ricevuto.
- Attestazione di rispondenza: prevista dal D.M. 16.01.2017 per i contratti a canone concordato stipulati senza l'assistenza delle organizzazioni di proprietari e inquilini. Per godere dei benefici fiscali, le parti devono acquisire una dichiarazione da una delle organizzazioni firmatarie dell'accordo locale, che attesta la conformità del contenuto economico e normativo del contratto all'accordo stesso. Questa attestazione si basa però sugli elementi indicati dalle parti, che ne restano responsabili.
Cosa significa in pratica
Per proprietari e inquilini la distinzione è importante: quando il contratto viene redatto con l'assistenza diretta di un'associazione, questa ha un ruolo attivo di controllo sulle informazioni fornite; quando invece si richiede solo l'attestazione di rispondenza, la responsabilità sulle dichiarazioni rese resta in capo alle parti.
Chi utilizza o intende utilizzare contratti a canone concordato farà bene a prestare attenzione alla correttezza dei dati dichiarati, in particolare al rispetto dei limiti di canone fissati dagli accordi locali.
Riferimenti normativi: Cassazione, ordinanza n. 26029/2026; art. 2, c. 3 L. 431/1998; D.M. 16.01.2017
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