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Partite IVA

Concordato preventivo biennale: la dichiarazione integrativa non fa più decadere

Dal biennio 2026-2027 correggere la dichiarazione alla base del concordato preventivo biennale non comporta più la decadenza: la proposta si adegua automaticamente.

Buone notizie per i contribuenti che hanno aderito (o intendono aderire) al concordato preventivo biennale (Cpb): cambiano le regole sulla decadenza dall'accordo con il Fisco in caso di dichiarazione integrativa.

Cosa prevedeva il rischio finora

Una delle situazioni più delicate per chi aderisce al concordato riguarda la correzione, tramite dichiarazione integrativa, dei dati contenuti nella dichiarazione originaria su cui è stata costruita la proposta accettata dal contribuente. Una modifica di quei dati poteva infatti mettere a rischio la permanenza nel regime.

Cosa cambia dal biennio 2026-2027

Con le modifiche introdotte dall'art. 28 del D.Lgs. 148/2026, con effetto dal biennio 2026-2027, la disciplina della decadenza dal Cpb è stata rivista in modo significativo. In particolare:

  • una dichiarazione integrativa che modifichi o integri i dati della dichiarazione trasmessa per l'anno anteriore al biennio concordato non costituisce più causa di decadenza;
  • questo vale indipendentemente dall'entità dell'errore corretto: il concordato resta quindi in vita anche in presenza di rettifiche rilevanti;
  • per effetto del nuovo art. 19, comma 3-bis del decreto Cpb, la proposta concordataria si adegua automaticamente alla rettifica o all'integrazione effettuata;
  • se la modifica risulta a sfavore del contribuente, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso per regolarizzare la propria posizione.

Perché è una novità importante

Si tratta di un cambiamento di forte impatto pratico: chi si accorge di un errore nei dati dichiarati non deve più temere di perdere i benefici del concordato correggendolo. Il sistema, anziché "punire" la correzione con la decadenza, ricalcola la proposta sulla base dei dati aggiornati.

Resta comunque necessaria attenzione: l'adeguamento automatico della proposta significa che una rettifica dei dati può modificare gli importi concordati, con la possibilità di sanare eventuali differenze a proprio sfavore tramite ravvedimento operoso.

Per chi ha aderito al Cpb o sta valutando l'adesione per il biennio 2026-2027, è quindi importante conoscere queste nuove regole e gestire con cura eventuali dichiarazioni integrative.

Riferimenti normativi: Art. 28 D.Lgs. 148/2026; art. 19, c. 3-bis del decreto CPB

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