Debiti e crisi
Quando i debiti diventano il problema
Sovraindebitamento ed esdebitazione per le persone, composizione negoziata e concordato per le imprese, cartelle e riscossione, fideiussioni bancarie. Qui trovi le guide dello studio e le novità che contano, aggiornate man mano che escono le decisioni dei tribunali.
Hai debiti personali che non riesci più a pagare
Il Codice della crisi prevede procedure riservate a chi non è fallibile: consumatori, piccoli imprenditori, professionisti. Si può ristrutturare il debito, liquidare il patrimonio in modo controllato oppure, se non si possiede nulla, chiedere la cancellazione dei debiti come debitore incapiente.
L'impresa è in difficoltà ma può ancora risollevarsi
Prima delle procedure concorsuali esistono strumenti di allerta e di risanamento: la composizione negoziata con un esperto indipendente, le misure protettive dai creditori, i benefici fiscali dell'art. 25-bis e, se le trattative non riescono, il concordato semplificato.
Cartelle, pignoramenti e garanzie firmate in banca
Accanto alle procedure ci sono le partite quotidiane: cartelle di pagamento e loro notifica, rateizzazioni e rottamazioni, fermi e ipoteche, e le fideiussioni firmate a garanzia di un'impresa, su cui la giurisprudenza torna spesso con decisioni che cambiano le carte in tavola.
La prima domanda non è quali debiti hai, ma chi sei
Sembra strano, ma è così. La legge divide chi ha debiti in due mondi, e la strada cambia completamente a seconda di dove ci si trova. Da una parte le imprese che superano certe dimensioni, per le quali esistono le procedure concorsuali classiche. Dall'altra tutti gli altri: consumatori, professionisti, piccoli imprenditori, imprenditori agricoli, start-up innovative. Per questo secondo gruppo il Codice della crisi prevede le cosiddette procedure di sovraindebitamento, pensate proprio per chi non è fallibile.
È il primo bivio, e sbagliarlo significa perdere mesi: una domanda presentata nella procedura sbagliata viene dichiarata inammissibile.
Se non sei fallibile: le quattro strade
Sono quattro, e non sono alternative equivalenti. Ognuna ha presupposti precisi e un esito diverso.
| Procedura | A chi si rivolge | Cosa produce |
|---|---|---|
| Ristrutturazione dei debiti del consumatore artt. 67-73 CCII | Persone fisiche consumatrici, meritevoli | Pagamento ridotto e dilazionato, poi liberazione dai debiti residui |
| Concordato minore artt. 74-83 CCII | Professionisti, imprenditori minori e agricoli, start-up | Accordo con i creditori, con prosecuzione dell'attività |
| Liquidazione controllata artt. 268-277 CCII | Chi ha un patrimonio liquidabile ma non può sostenere un piano | Liquidazione assistita, con esdebitazione di diritto dopo tre anni |
| Esdebitazione del debitore incapiente art. 283 CCII | Persone fisiche meritevoli che non possono offrire nulla ai creditori | Cancellazione dei debiti anche senza pagare nulla |
L'ultima è quella di cui si parla di più, e va spiegata bene perché è anche la più fraintesa. L'esdebitazione del debitore incapiente permette di cancellare i debiti a chi non ha nulla da offrire, ma si ottiene una sola volta nella vita e non è definitiva subito: per quattro annidal decreto resta l'obbligo di pagare se sopravvengono utilità rilevanti, per esempio un'eredità o una vincita. Passati i quattro anni diventa definitiva e incondizionata.
E c'è una parola che ricorre in tutte e quattro: meritevolezza. Non basta essere indebitati, conta come ci si è arrivati. I tribunali la valutano caso per caso, e proprio lì si concentra la giurisprudenza più recente: chi ha sistematicamente omesso di pagare le imposte pur avendo redditi, per esempio, se la vede negare.
Se sei un'impresa: prima si prova a salvarla
Per le imprese la logica del Codice è opposta a quella della vecchia legge fallimentare: prima si cerca di conservare l'attività, e solo se non c'è nulla da conservare si liquida. Lo strumento centrale è la composizione negoziata, una trattativa riservata con i creditori assistita da un esperto indipendente, in cui l'imprenditore mantiene la gestione dell'azienda.
Due cose la rendono conveniente più di quanto si creda. Le misure protettive sospendono le azioni dei creditori per quattro mesi, prorogabili fino a dodici. E le misure premiali fiscaliriducono interessi e sanzioni sui debiti tributari e consentono una rateazione fino a settantadue rate, con un vantaggio pratico non da poco: la firma dell'esperto sull'istanza fa prova della difficoltà, che altrimenti andrebbe dimostrata.
Se le trattative non riescono, resta il concordato semplificato, che porta alla liquidazione senza il voto dei creditori. E a monte di tutto ci sono gli obblighi di allerta: dal 2026 i creditori pubblici, cioè INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Riscossione, devono segnalare le esposizioni oltre certe soglie. Ricevere una di quelle segnalazioni e ignorarla è, oggi, uno dei modi più rapidi per aggravare la responsabilità degli amministratori.
Cartelle, pignoramenti e fideiussioni
Accanto alle procedure ci sono le partite quotidiane, che spesso arrivano prima: una cartella notificata male, un estratto di ruolo che si scopre per caso, un fermo sull'auto, un pignoramento dello stipendio. Qui non servono procedure concorsuali ma verifiche puntuali, a partire da due: se la notifica è avvenuta regolarmente e se il credito è ancora esigibile o si è prescritto.
Discorso a parte meritano le fideiussioni firmate in banca, quasi sempre al momento di ottenere un affidamento per la propria impresa. Molti contratti ricalcano uno schema predisposto dall'associazione bancaria che la giurisprudenza ha ritenuto in contrasto con la normativa antitrust, e su questo le Corti tornano continuamente. Per chi ha garantito i debiti di una società che non ce l'ha fatta, è una verifica che vale la pena fare prima di pagare.
Quanto durano e come si comincia
La ristrutturazione dei debiti del consumatore e il concordato minore richiedono in genere dai sei ai dodici mesidal deposito all'omologazione. La liquidazione controllata dura fino a tre anni, al termine dei quali l'esdebitazione arriva di diritto. La composizione negoziata è più rapida, ma la sua durata dipende da quanto reggono le trattative.
Si comincia sempre dallo stesso punto: mettere in fila i debiti, capire verso chi sono e cosa si possiede davvero. Per le procedure di sovraindebitamento serve poi un organismo di composizione della crisi, che nomina il gestore e accompagna la domanda in tribunale. Il costo dipende dalla procedura e dalla complessità della situazione: è una delle prime cose che diciamo, non l'ultima.
Domande frequenti
Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento?
Chi non è soggetto alle procedure concorsuali ordinarie: consumatori, professionisti, imprenditori minori, imprenditori agricoli e start-up innovative. È il primo requisito da verificare, perché una domanda presentata nella procedura sbagliata viene dichiarata inammissibile.
Si possono cancellare i debiti se non si possiede nulla?
Sì, con l'esdebitazione del debitore incapiente prevista dall'art. 283 del Codice della crisi. Si ottiene una sola volta nella vita e per quattro anni dal decreto resta l'obbligo di pagare se sopravvengono utilità rilevanti; trascorsi i quattro anni diventa definitiva.
Quanto dura una procedura di sovraindebitamento?
La ristrutturazione dei debiti del consumatore e il concordato minore richiedono in genere dai sei ai dodici mesi dal deposito all'omologazione. La liquidazione controllata dura fino a tre anni, al termine dei quali l'esdebitazione arriva di diritto.
Cosa significa essere meritevoli?
Che i debiti non siano stati contratti con colpa grave, malafede o frode. Non basta essere indebitati: il tribunale guarda come ci si è arrivati. La giurisprudenza recente nega il beneficio, per esempio, a chi ha omesso sistematicamente di versare le imposte pur avendo redditi.
La mia impresa è in difficoltà: da dove comincio?
Dalla composizione negoziata, una trattativa riservata con i creditori assistita da un esperto indipendente, in cui l'imprenditore mantiene la gestione. Dà accesso a misure protettive dalle azioni dei creditori e a benefici fiscali su interessi, sanzioni e rateazione dei debiti tributari.
La fideiussione firmata in banca si può contestare?
In alcuni casi sì. Molti contratti ricalcano uno schema predisposto dall'associazione bancaria che la giurisprudenza ha ritenuto in contrasto con la normativa antitrust. È una verifica da fare sul testo del contratto firmato, prima di pagare.
Gli approfondimenti
Quando una novità su crisi, riscossione o garanzie bancarie cambia qualcosa di concreto, la trattiamo per esteso.
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